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Mostra Maria Lai. Il filo e l'infinito a Palazzo Pitti di Firenze

Mostra Maria Lai. Il filo e l'infinito in corso a Palazzo Pitti di Firenze: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.

Mostre a Firenze per settore artistico: Pittura, Scultura, Arte Contemporanea, Fotografia.
Mostra Maria Lai. Il filo e l'infinito Firenze
Maria Lai. Il filo e l'infinito - Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, Piazza de' Pitti, 1 - Firenze

(Foto: Maria Lai, Telaio in sole e mare, 1971, legno, acrilico e spago. New York, OlnickSpanu Collection)

Mostra in corso dal 9 marzo al 3 giugno 2018

Palazzo Pitti inaugura una mostra sull'artista sarda Maria Lai (Ulassai, 27 settembre 1919 – Cardedu, 16 aprile 2013), ospite di rilievo di mostre internazionali, capace di conciliare la tradizione sarda all'arte contemporanea attraverso il tema del filo.

"Appo intenso sonu' e telarzu, e sa bidda no par�at pi� morta �" (Ho sentito un batter di telaio, e il villaggio non mi sembrava pi� morto) , ha scritto Salvatore Cambosu, scrittore sardo e prima insegnante poi grande amico di Maria Lai. Anzi, lui dettava e lei scriveva.

L�opera di Maria Lai(Ulassai, 27 settembre 1919 � Cardedu, 16 aprile 2013)si impone nel panorama artistico internazionale e lo dimostra la sua presenza,l�anno scorso, sia alla Biennale di Venezia, sia a Documenta di Kassel. La mostra, curata da Elena Pontiggia e corredata di un ampio catalogo edito da Sillabe, celebra lasua ricerca che si � svolta per pi� di un settantennio, con un costante rinnovarsi del linguaggio che la porta dal realismo lirico degli anni Quaranta alle scelte informali dei tardi anni Cinquanta e dai lavori polimaterici dei primi anni Sessanta alle successive opere concettuali. Va compreso in tutta la sua profondit� il significato della sua azione collettiva Legarsi alla montagna, che si vede nei video con cui idealmente si apre questa mostra:coivolgendo completamente paesaggio e persone, Maria Lai realizza qualcosa di magico a Ulassai, il paese tra i monti dell�Ogliastra dove era nata, a cui la stringevano vincoli di affetto, ma anche l�esperienza tragica della morte del fratello, ucciso a trentadue anni in un tentativo di sequestro.

Legarsi alla montagna � la prima opera relazionale compiuta in Italia e si ispira a un�antica leggenda che tutti a Ulassai conoscevano: la storia di una bambina che, durante un furioso temporale, esce dalla grotta dove si era rifugiata, attratta da un bellissimo nastro che vola nel cielo e, con quel gesto a prima vista azzardato, si salva da una frana devastante. L�insegnamento della leggenda � semplice: la bellezza e l�arte, apparentemente cos� inutili, ci salvano la vita. I

l primo filo da considerare in questa mostra � dunque quel nastro ormai distrutto (strisce di tela lunghe in tutto ventisei chilometri) con cui Maria Lai entranella scena dell�arte contemporanea internazionale.

"Al centro diquesta rassegna � spiega Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi - sta il mezzo pi� tipico del suo lavoro cio� quel filo che �lega e collega� in maniera senz�altro viva e che infatti spesso rimane libero e non ancora cucito: tra i vari riferimenti mitologici non pu� che ricordarePenelope che tesse durante il giorno e nella notte scioglie i fili".

Il telaio, lo strumento millenario della tessitura, compare gi� in un suo disegno degli anni Quaranta e figure di tessitrici si incontrano nelle sue carte successive. Nel 1967 realizza Oggetto-paesaggio, esposto qui nella prima sala della mostra: un telaio disfatto, ingombro di fili spezzati e senza ordine, che occupa lo spazio come un totem. Una scultura/installazione che dialoga con l�arte concettuale, in particolare con il Nouveau R�alisme di Arman e Spoerri, e pi� ancora con le �armi� di Pascali, dell�anno precedente. Gi� qui il rapporto doppio col passato e con la contemporaneit� � caratteristico della ricerca di Maria Lai e porta ogni suo lavoro a essere al tempo stesso aperto ai linguaggi dell�oggi e legato alle proprie radici e alla propria storia.

Dai Telai nascono le Tele cucite, che da un lato continuano a evocare il mondo arcaico dell�arte tessile della Sardegna, dall�altro si inseriscono in quella ricerca espressiva che lavora non sulla tela, ma con la tela dialogando quindi con i polimaterici di Prampolini, i Sacchi di Burri, le Tele fasciate di Scarpitta, i tessuti irrigiditi dal caolino di Piero Manzoni, le tele di Castellani e Bonalumi o in quelle svuotate di Dadamaino. Lai trasforma l�oggetto quotidiano, nato per essere utile o almeno decorativo, in un oggetto poetico che non serve a nulla, ma � pi� importante di ogni funzionalit� perch� insegna a pensare e a capire.

Il passo successive sono le Scritture dalle quali nascono, sempre alla fine degli anni Settanta, secondo un percorso strettamente consequenziale, i Libriche spesso si compongono in fiabe visive: tra le prime, Tenendo per mano l�ombra, del 1987, incentrato sulla capacit� di accettare il negativo che � in noi tutti.

Per la seconda volta gli spazi delle Gallerie degli Uffizi ospitano Maria Lai: nel 2004 l�artista aveva allestito al Giardino di Boboli l�Invito a tavola, un grande desco apparecchiato con pane e libri in terracotta, che proprio adesso � in mostra a New York. Non mancano riferimenti a Firenze nell�opera dell�artista sarda: dalle mappe immaginarie di Leonardo da Vinci copiate a Firenze, fino all�opera Il mare ha bisogno di fichi, realizzata nel 1986 in occasione del ventesimo anniversario dell�alluvione del 4 novembre 1966.

"Questo dovrebbe fare l�arte: farci sentire pi� uniti" amava dire Maria.

Orario d'apertura: da martedì a domenica dalle 8.15 alle 18.50 (la biglietteria chiude alle 18.05). Chiuso lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre.
Biglietti: intero € 13, ridotto € 6,50 (Cittadini UE tra i 18 e i 25 anni (con documento di identità), cittadini non UE tra i 18 e i 25 anni). Gratuito le prima domenica del mese.
Telefono: +39.055.294883
Sito web: Museo degli Uffizi

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