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Mostra Luca Vitone. Daprs (De Pisis Paolini) al Museo del Novecento di Firenze

La Mostra Luca Vitone. Daprs (De Pisis Paolini) in corso al Museo del Novecento di Firenze: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.

Mostre a Firenze per settore artistico: Pittura, Scultura, Arte Contemporanea, Fotografia.

Mostre a Firenze per stagione: Primavera, Estate, Autunno, Inverno, 2019, 2020.

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Mostra Luca Vitone. Daprs (De Pisis  Paolini) Firenze
Luca Vitone. Daprs (De Pisis Paolini) - Museo del Novecento, Piazza Santa Maria Novella, 10 - Firenze

(Filippo de Pisis, Natura morta, 1926, olio su cartone. Courtesy Gerolamo e Roberta Etro, Photo credit Manusardi Studio Fotografico Milano)

Mostra in corso dal 18 marzo al 7 settembre 2022

Il Museo del Novecento presenta una mostra di Luca Vitone che entra nella costruzione del progetto espositivo della mostra De Pisis con una serie di opere site-specific.

Comunicato stampa della Mostra Luca Vitone. Daprs (De Pisis Paolini)

De Pisis e Paolini costituiscono due importanti riferimenti per Luca Vitone (Genova, 1964), che entra nella costruzione del progetto espositivo continuando questa mise en abyme con una serie di opere site-specific allinterno della mostra Daprs (De Pisis Paolini), a cura di Eva Francioli e Stefania Rispoli.Nella sua personale, Luca Vitone presenta quattro lavori inediti, pensati in dialogo con le mostre di Giulio Paolini e Filippo de Pisis allestite tra il piano terra e il primo piano del Museo Novecento. Pi che alla produzione dei due maestri, Vitone sembra guardare alle loro personalit, ai loro interessi, al loro spirito artistico, nonch ai loro atelier. Artefice di unindagine sul ruolo che i due artisti hanno assunto nella memoria collettiva - artistica e culturale - e in quella personale, Vitone chiama in causa la nostra percezione dello spazio in opere dalla forte impronta concettuale, caratterizzate dallimpiego di media diversi.

Nellacquerello Stanze (Studio Giulio Paolini, Torino), esposto nella prima sala, lartista mette in scena gli ambienti dellatelier di Paolini a partire dal recupero della polvere in essi accumulata, che viene qui trasformata in non-pigmento pittorico.La polvere parla di una cosmogonia che rimanda alluniverso e allassoluto. La polvere con la sua presenza riempie il vuoto che ci circonda. Un acquerello di polvere racconta questo vuoto e parla del mondo. La polvere presente nello spazio metafisico di Giorgio de Chirico che cercava pittori che dipingessero il vuoto, ma il vuoto non esiste, parafrasando John Cage, e il vuoto, cio il mondo, Giulio Paolini che con le sue rappresentazioni dello spazio definisce i luoghi del pensiero, dichiara Luca Vitone.

Lambiente accanto viene quindi plasmato da Il Gladiolo Fulminato (Omaggio a Filippo de Pisis), scultura olfattiva realizzata in collaborazione con Maria Candida Gentile ispirata al dipinto omonimo di de Pisis, deliberatamente non inserito nelle sale ad esso dedicate.La tela del maestro ferrarese, dipinta nel 1930, rappresenta il momento magico della vita di un vaso da fiori e del suo gladiolo. Una magia che dura un colpo docchio, quello dellartista che ha saputo cogliere limprevedibilit dellattimo di una folata di vento che ha scosso i fiori. Quellassenza di materialit presente nella scultura che guarda al quadroe lo racconta con lodore dei fiori nel momento del loro sfarsi. Una scultura odorosa in grado di cogliere con la sua invisibilit la materia del quadro per trasmetterne una memoria olfattiva.

Lesposizione prosegue all'interno delle sale riservate a Filippo de Pisis. L'illusione della superficialit, che ospitano le installazioni Genova nel bosco (Erbario)eAlter-ego (coincidenze). La prima opera si presenta al visitatore come un quaderno posato su un tavolino anni Quaranta: al suo interno, un erbario con foglie di 43 alberi di specie diverse. Questa raccolta, oltre a rimandare a una delle principali passioni del giovane de Pisis, si avvicina in particolar modo alla dimensione esistenziale della sua pittura in grado di esorcizzare la morte dando vita agli oggetti. Il lavoro inoltre legato alla citt natale di Vitone, Genova. Ciascun albero dedicatoa un autore che ha interpretato l'immaginario culturale ligure reso immortale dalla propria opera: da Montale a Pivano, da Germi a Villaggio, da Strozzi a Scanavino, da Alberti a Copped, il cui nome celato da un anagramma che d il nome alla pianta. La scelta del numero 43 un omaggio alle vittime della caduta del ponte Morandi, nellintento di trasferire lorolimmortalit.

La seconda opera, invece, fascia lambiente espositivo al primo piano nella sua totalit, riportandoci allo studio di de Pisis attraverso la presenza di un pupazzo con le fattezze dellartista: dettaglio che accomuna il pittore ferrarese allo stesso Vitone, affezionato a un suo doppio incarnato in una bambola di pezza.Limmagine, che testimonia la duplice presenza dellartista nel suo studio, presenza reale e suo simulacro, diventa reiterata in carta da parati che ricopre le pareti e accompagna la mostra retrospettiva dedicata a de Pisis.

La smaterializzazione che contraddistingue queste opere si combina con la presenza, quanto mai fondamentale, delle parole dellartista, che accompagnano il visitatore in un percorso estetico e di esplorazione concettuale e sensoriale a un tempo.

LUCA VITONE

Luca Vitone (Genova, 1964) studia al DAMS di Bologna e negli anni Novanta si trasferisce a Milano per poi spostarsi a Berlino nel 2010. Sin dagli anni Ottanta la sua ricerca si incentra sullidea di luogo inteso come spazio sociale, con cui singoli e collettivit si relazionano lasciando una traccia del proprio passaggio. Artefice di una ricerca di impronta concettuale, solito ricorrere a media e materiali diversi (dal cibo alla musica, dalle essenze alla polvere e alla cartografia). Le sue opere raccontano la storia dei luoghi e delle comunit che li vivono e li attraversano, dando vita ad una mappatura soggettiva che si ricompone in geografie del tutto personali. Testimone del proprio tempo, con i suoi lavori narra avvenimenti significativi, intrecciando la memoria individuale con quella collettiva. Simili riflessioni lo inducono ad indagare spesso le implicazioni politico-sociali che caratterizzano la nostra epoca, rivolgendo particolare attenzione alle dinamiche e ai simboli del potere.

Le sue opere sono state esposte in spazi pubblici e privati in Italia e allestero tra cui: Openspace, Milano; Accademia di Francia; Villa Medici, Roma; OK-Centrum, Linz; PS1, New York; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Centro per lArte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; PAC, Milano; Casino Luxemburg, Lussemburgo; LenbachausKunstbau, Monaco; National Centre for Contemporary Arts, Mosca; MAMCO, Ginevra; 2 Biennale di Valencia; 50 Biennale di Venezia; ARC Muse dArte Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Villa Arson, Nizza; GNAM, Roma; MART, Rovereto; 8 Biennale di Sharjah; GAMeC, Bergamo; 13 Biennale Internazionale di Scultura di Carrara; Museion a Bolzano, Nomas Foundation a Roma, Museo Riso, Palermo; 4 Biennale di Tirana; SchirnKunsthalle, Francoforte; MMOMA, Mosca; CAPC, Bordeaux; Fondazione Brodbeck, Catania; 1 Biennale di Montevideo; 55 Biennale di Venezia; BOZAR, Bruxelles; Neuer Berliner Kunstverein, Berlino; Triennale di Milano; Fondazione Zimei, Montesilvano; Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca; MACRO, Roma; CSAC, Parma; Weserburg Museum, Brema; Museo MAXXI, Roma; Villa Adriana, Tivoli.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui di recente lItalian Council (2018) promosso dal MiBACT e il bando per la realizzazione del progetto Il Parco del Polcevera (2019) per le vittime del crollo del ponte Morandi.

Informazioni utili per la visita

Orario d'apertura: 1 ottobre – 31 marzo da lunedì a domenica dale 11.00 alle 20.00. 1 aprile – 30 settembre da lunedì a domenica dale 11.00 alle 21.00. Giovedì chiuso. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. 25 dicembre chiuso.
Biglietti: intero € 9,50. Ridotto € 4,50.
Telefono: +39.055.286132
E-mail: [email protected]
Sito Web: Museo del Novecento

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